Uno sguardo sull’autismo nella Giornata mondiale dedicata


Ricorre il 2 aprile, la Giornata Mondiale di consapevolezza sull’autismo.

I disturbi dello spettro autistico (ASD) sono un insieme eterogeneo di alterazioni dello sviluppo neurologico, caratterizzati dalla compromissione delle funzioni comunicative e dell’interazione sociale, e dalla presenza di interessi e comportamenti ristretti e ripetitivi.
Hanno origine da un’anomala maturazione cerebrale che inizia già in epoca fetale, molto prima della nascita del bambino, dovuta a diversi fattori innanzitutto genetici, ma anche biologici e ambientali.

I Disturbi dello Spettro Autistico si manifestano in genere nei primi anni di vita del bambino. Generalmente i genitori sono i primi a rendersi conto delle difficoltà del loro bambino già dai 18 mesi, segnalando fino a quel momento uno sviluppo apparentemente adeguato, seguito da un arresto e/o da una regressione di competenze già acquisite.

La diagnosi è essenzialmente clinica, affidata ad equipe multidisciplinari di cui fanno parte Neuropsichiatra Infantile, Psicologo e Logopedista, adeguatamente preparati per una valutazione clinica globale del bambino.

Il trattamento consiste in un intervento riabilitativo mirato e diverso a seconda della fase di sviluppo in cui si trova il bambino e dalle caratteristiche del disturbo da cui è affetto.

E’ fondamentale che l’intervento riabilitativo sia il più precoce possibile (entro i 2-3 anni), intensivo (20/25 ore a settimana di occasioni di apprendimento, in cui il bambino sia attivamente coinvolto in occupazioni psicoeducative pianificate e adeguate al suo grado di evoluzione, distribuite nei diversi contesti di vita: centro terapeutico, famiglia e scuola), che preveda un attivo coinvolgimento di famiglia e scuola, e caratterizzato da una costante misurazione dei progressi.

autismo

Epidemia di autismo?

A creare ingiustificato allarmismo negli ultimi anni c’è il dato di un aumento importante delle diagnosi di autismo. Epidemia in corso? NO: gli allarmismi sono sempre esagerati.

Esistono sicuramente alcuni fattori che possono spiegare un aumento dei casi di autismo, come ad esempio l’età più elevata dei genitori al momento del concepimento.

Ma il vero motivo dell’aumento dei casi sta nel cambiamento dei criteri diagnostici e nelle migliori conoscenze sui disturbi dello spettro autistico. Per questo motivo, molti disturbi che prima venivano chiamati con altri nomi, ora vengono catalogati con questa “etichetta”, facendo aumentare il numero dei casi di autismo.

Vaccini e autismo: fake-news?

Sì. I vaccini non causano l’autismo.

Studi anche molto recenti, hanno dimostrato che le lesioni cerebrali nei soggetti affetti da autismo sono presenti già in epoca prenatale, quindi molto prima della somministrazione dei vaccini.

Questa idea errata deriva da uno studio privo di fondamento, pubblicato su Lancet nel 1998 da un medico inglese che segnalava un possibile legame tra autismo e vaccino trivalente per morbillo parotite e rosolia. Tale medico è stato radiato dell’albo dei medici britannici e il suo articolo ritirato dalla nota rivista scientifica.

Autismo e dieta: c’è una correlazione?

No. Si tratta di un’altra fake-news.

Essa deriva dall’affermazione da parte di un’organizzazione no-profit a sostegno dei diritti animali (PETA, People for the Ethical Treatment of Animals) che il latte (in particolare la caseina, proteina contenuta nel latte) può aggravare i sintomi dell’autismo ed eliminandolo dalla dieta, è possibile migliorare sensibilmente il quadro clinico.

Allo stato attuale: non esistono prove scientifiche della relazione tra latte e autismo, e non è stato dimostrato che interventi sulla dieta (riducendo o eliminando latte e derivati, o anche il glutine) portino benefici.

E’ anzi di fondamentale importanza che, prima di modificare in maniera sostanziale l’alimentazione del proprio bambino, ci si rivolga a un medico esperto per non incorrere in pericolose carenze nutrizionali.


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